venerdì, ottobre 20, 2006

Gli Antichi Mestieri Cavesi -La manifattura Tabacchi-

In ogni famiglia di Cava almeno un componente vi ha lavorato contribuendo alla sua crescita ed affermazione nel panorama nazionale,la Manifattura dei Tabacchi di Cava in oltre un secolo ha costituito l'azienda più importante per qualità del prodotto, per occasioni di lavoro e in generale, per l'economia cittadina, rispecchiando la profonda operosità del popolo cavese che nel bel mezzo di una crisi dell'industria tessile ,molto florida in passato nella nostra vallata,la quale ridusse in povertà i cavesi che "vivevano del telaio", fù capace di portare a Cava sia la coltivazione che la lavorazione del tabacco consentendo alla città di ritornare al benessere di cui aveva sempre goduto.La manifattura ha rappresentato anche una tappa fondamentale per quel che riguarda il cambiamento delle abitudini e l'emancipazione delle donne che per la prima volta escono di casa ed hanno un lavoro regolarmente retribuito ed uno stipendio. Dopo un secolo di vita una nuova crisi colpì la manifattura cavese ma la città con forza e compattezza ha saputo evitare il triste epilogo della sua chiusura segno della generale consapevolezza dell'incidenza di tale produzione nella vitalità stessa della nostra zona.Nell'epoca della globalizzazione e dell'automazione la manifattura sembra aver trovato nuovo splendore nelle produzioni di nicchia ,anche se resta la nostalgia per i fasti del passato, per il suono della sirena della fabbrica, e delle fabbricaiole e degli operai che uscivano. Per approfondimenti vi rimando alla pubblicazione"Fumi & Profumi" Storia del Tabacco a Cava de' Tirreni a cura di Beatrice Sparano,2004. Disponibile nella Biblioteca Comunale



NOTE STORICHE

La coltivazione del tabacco ha in Cava de’ Tirreni una tradizione che risale a quasi due secoli. Dalle cronache si sa che fu Gioacchino Murat ad introdurre la coltivazione del tabacco nel Regno di Napoli. Nel 1810,. Una legge infatti di quel periodo invitava i coloni della Terra di Lavoro e del Salernitano alla coltura dell’erbasanta, evidenziandone i vantaggi cospicui e sicuri. Sotto i Borboni ci furono delle innovazioni: la produzione del tabacco diventò monopolio di Stato e fu limitata ai territori circostanti i comuni di Salerno e Cava. Alcuni anni dopo venne escluso anche il territorio di Salerno.L’economia di Cava ne ebbe grande vantaggio.Con la scomparsa dei Borboni dal Regno di Napoli, non cessò né fu interrotta la coltivazione del tabacco a Cava, anzi fu incrementata. Nel 1844 la Manifattura dei SS. Apostoli di Napoli, per carenza i locali, individuò nel Comune di Cava la sede donea per la costruzione di una sua succursale per a lavorazione dell’erbasanta. La consegna del tabacco veniva fatta dalla manifattura di Cava , la quale risale al 1845, quando la manifattura dei SS. Apostoli di Napoli, per carenza di locali, propose una succursale per la lavorazione dell’erbasanta. Un anno dopo, la costruzione era già pronta. Era dipinta in rosso, come in rosso era dipinta la palazzina di fronte, abitazione del Direttore. Nel 1871 venne autorizzata la coltivazione del tabacco per il fumo accanto a quella da fiuto. Pertanto si resero necessari locali più capaci per raccoglierne i prodotti. Fu fittata all’Agenzia il Conservatorio di S. Maria del Rifugio, che era adibito a caserma per il battaglione di fanteria distaccato a Cava.


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