sabato, aprile 22, 2006

LE CURIOSE PICCOLE TORRI


E’ possibile oggi prevenire attraverso la diffusione delle conoscenze? E’ quanto ci proponiamo. Poiché conoscere significa cominciare ad amare, è giusto che noi impariamo a conoscere le più importanti memorie storiche della nostra città perché conoscendole, forse sapremo conservarle meglio. E’ il caso delle torri che un tempo erano adibite alla caccia dei colombi selvatici.
Dall’alto di queste tipiche costruzioni, di cui è disseminato il versante orientale della nostra vallata, il fondatore lanciava le “ghiare” ovvero dei sassi dipinti di bianco che inducevano lo stormo di migratori ad abbassare il volo e a finire nella rete. Documenti che risalgono all’epoca longobarda ci parlano di questo particolare tipo di uccellagione e le antiche mappe disegnate dai “tavolari”, che descrivono minutamente le proprietà con i relativi confini e le “chiagare” dove avveniva il gioco dei colombi, riportano fedelmente i “pilieri” come erano chiamate le torri. Era questa una caccia del tutto caratteristica e rara,giacché se ne trovava usanza soltanto nell’Adocor,in Guascogna, sulle prime barriere dei Pirenei. A Cava ed in Spagna il sistema era pressoché identico, e si basava sulle abitudini del colombo selvatico o colombaccio, di scegliere, per naturale istinto,le strade più brevi attraverso i valichi, quando emigravano durante i mesi di ottobre e novembre verso il Sud per andare a svernare in terre più calde. Negli stretti passaggi fra i monti, ricchi di querceti,venivano praticati dei canali di sfoltimento degli alberi, così da favorire il maggiore abbassamentodi quota dei volatili, ed il loro incanalamento verso un valico, al sommo del quale andavano a sbattere contro grandi reti, tenute legate ad angolo acuto e mollate al momento giusto dell’incappo dei colombi nelle loro maglie.
Il “Gioco” (come abitualmente si usava chiamarlo, sia per indicare il sistema di caccia, sia per indicare l’insieme dei luoghi,delle torri e degli attrezzi destinati ad ogni singola associazione di cacciatori), risaliva ad epoca antica. I Longobardi tennero in somma considerazione questi giochi e nelle loro leggi vietarono che le “plagarie” (ossia le distesi di territorio riservatealla caccia) e gli attrezzi necessari ad essa, potessero essere assoggettati a pegno o ad esproprio perdebiti. Perciò la tradizione fa accreditare ai Longobardi l’importazione di questo sistema di caccia tra noi.
Il monito per noi cavesi e di salvaguardare i nostri ricordi e preservare le "curiose piccole torri" come le definì Sir Walter Scott, perchè parte della nostra storia evitando che il tempo e l'incuria delle persone le cancelli dal nostro territorio.

6 commenti:

LAB l'Albero ha detto...

Grandissimi!
Ho riportato il vs post su amocava.blogspot.com.
Grazie ancora!!

Satellitare ha detto...

Le foto vorrei farle io.........

cavese doc ha detto...

Jda grazie a te per la visita e lo spazio. In questo periodo non ho molto tempo ma prossimamente ci sarà (è in lavorazione) un ancora più vasto post sulle "care torri", seguito da un bellissimo servizio fotografico a presto.
Affinchè Cava rinasca

cavese doc ha detto...

Satellità carica la macchina fotografica è vicina la crociata per le torri

LAB l'Albero ha detto...

ma mi raccomando, che siano di notte!!
è una grandissima idea dipingere la nostra Città di notte, anche perchè siete bravi e se le foto vengono bene di notte, è tutta un'altra cosa!!

Satellitare ha detto...

Al più presto facciamo una bella mangiata "a livell", poi bell bell andiamo a fare le foto di notte. Cavese doc, mi raccomando, porta pure la tua perchè con una sola si rischia.